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Call for papers Crepuscoli Dottorali  5versione pdf

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L’identità

L’essere se stessi, l’Io, il Sé sono alcune delle espressioni con cui, nella quotidianità, indichiamo la nostra persona, il nostro essere. Il nostro essere interiore, intimo. L’identità è una dei concetti che più hanno stimolato il pensiero filosofico occidentale. Essere in quanto riflesso, in quanto tendenza, oppure come certificazione di una particolare capacità creativa o espressiva, l’affrancarsi da realtà comunitarie, collettive e, pertanto, inglobanti, a vantaggio di strutture sociali organizzate attorno all’Io, al singolo. Ma anche identità d’insieme, di respiri, di credenze, di movimenti, di culture, ritorni a sensazioni comuni. Il concetto di identità emerge con forza e in varie declinazioni anche nel campo delle manifestazioni artistico-spettacolari, della filosofia, della letteratura e dei media. Ogni ambito tratta la questione identitaria secondo le proprie modalità e in base alle consuete dinamiche d’indagine, spesso tentando di costruire un dialogo di confronto e di arricchimento reciproco con le altre sfere del sapere.

Per il prossimo numero monografico di Crepuscoli dottorali accettiamo proposte di contributo sul tema dell’Identità. Si prega di inviare un abstract di max. 250 parole e un curriculum vitae entro il 3 marzo 2013 all’indirizzo e-mail crepuscolidottorali@gmail.com; verrà data conferma dell’approvazione della proposta entro il 17 marzo 2013 e contestualmente verranno inviate anche le norme redazionali. I testi selezionati dovranno pervenire entro e non oltre il 14/04/2013 e non dovranno superare le dodici cartelle.

ENG. VERSION

Crepuscoli Dottorali No. 5 – CALL FOR PAPERS – pdf version

Identity

Being oneself, the id, the self are some of the expressions we use everyday referring to our person, our being. Our inner, intimate self. Identity is one of the concepts which have mostly inspired western philosophical thought. Being as a reflection, as a tendency, or as a testimony to a certain creative or expressive ability, liberating from communities, collective and therefore absorbing realities, to the benefit of social structures revolving around the id, the individual. But also wide-ranging extensive identities, beliefs, movements, cultures, resurgences of common sensations. The concept of identity strongly stands out and comes in several forms also in the field of artistic performance, philosophy, literature and media. Each area deals with the identity issue according to its manner and following usual research dynamics, often trying to create an exchange of confrontation and mutual enrichment with the other spheres of knowledge.

For the next monographic issue of Crepuscoli dottorali we shall accept proposals on the topic of identity.  Please send an abstract (max 250 words) and a curriculum vitae before 03/03/2013 to crepuscolidottorali@gmail.com; all accepted proposals shall be confirmed within 17/03/2013 and editorial rules shall also be sent therewith. Selected papers must be submitted  no later than 14/04/2013 and must not exceed 12 pages.

Call for papers Crepuscoli Dottorali  4 versione pdf

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Il ritorno

“Ritorno all’ordine”, “revival”, “riproposizione”, “vintage”, “attualizzazione” sono solo alcune delle molteplici accezioni in cui il termine “ritorno” può essere declinato. Esso implica una riflessione su molti temi, tra cui assumono particolare rilievo le considerazioni riguardanti la storia e la memoria; l’idea del ritorno infatti si collega necessariamente a una dimensione spaziale e temporale, di ricostruzione e di reinterpretazione, quasi sempre operata retrospettivamente. L’elaborazione di una declinazione del soggetto del ritorno costituisce dunque in parte un’operazione arbitraria, sia nella scelta tematica sia in quella temporale. Filosofia, letteratura, arte, musica, cinema, teatro e i nuovi media si sono a lungo occupati di questa tendenza, analizzandola e articolandola in diversi modi, dando luogo ai più differenti esiti e significati. È questo infatti un tema ricco di sfumature, che inoltre offre molte possibilità di dialogo e scambio tra diversi linguaggi e aree culturali.

Per il prossimo numero monografico di Crepuscoli Dottorali accettiamo proposte di contributo sul tema del “ritorno”. Si prega di inviare un abstract di max. 250 parole e un curriculum vitae entro il 1 luglio 2012 all’indirizzo e-mail crepuscolidottorali@gmail.com; verrà data conferma dell’approvazione del testo entro il 30 luglio 2012 e contestualmente verranno mandate anche le norme redazionali. I testi selezionati dovranno essere consegnati entro e non oltre il 15 settembre 2012 e non dovranno superare le dodici cartelle.

ENG. VERSION

Crepuscoli Dottorali No. 4 – CALL FOR PAPERS pdf version

The Return

“Return to order”, “revival”, “repetition”, “vintage”, “updating” are only some of the multiple meanings the term “return” can be given. It entails an analysis on several subjects, namely speculations on history and memory; indeed, the idea of return is necessarily connected to a dimension of space and time, reconstruction and reinterpretation, often used in a retrospective sense. The development of one meaning of return, therefore, is partly an arbitrary operation, both in the choice as a topic and time. Philosophy, literature, art, music, cinema, theatre and new media have dealt with this trend at length, analysing and structuring it in different ways, creating the most diverse results and meanings. This is indeed a very nuanced theme, which offers many chances to communicate and exchange between different languages and cultural fields.

For the next monographic issue of Crepuscoli Dottorali we shall accept contribution proposals focusing on the “return”. Please send an abstract (max. 250 words) and a curriculum vitae before 1st July 2012 to crepuscolidottorali@gmail.com; the acceptance of papers will be confirmed within 30th July 2012 and the editorial guidelines will be sent at the same time. All approved papers must be submitted no later than 15th September 2012 and must not be over 12 typewritten pages long.

 

Presentazione Crepuscoli Dottorali n°3

Il corpo

[la scadenza per la presentazione dei contributi è prevista per la data del 29 febbraio 2012] – versione pdf

Cosa chiedere al corpo.

L’indagine del corpo nelle forme di restaurazione del primitivismo austero che dominano il collasso di valori del cosiddetto “post-postmodernismo” è essenzialmente un’indagine che verte sulla nudità.

Del corpo se ne parla, e se ne deve parlare, per contaminare le ottuse rivendicazioni dell’edonismo con le ideologie del corpo, mal restaurate, e svuotate dell’orizzonte di sogno degli anni Sessanta.

Il corpo continua a trasmutarsi in alimento: il corpo di Cristo è il modello perduto di una civiltà buia vittima dei condizionamenti dell’immagine che non situa più altrove il proprio punto di sensazione: punto di vista, punto d’ascolto, e via dicendo sono dislocazioni della mente in un regime d’alterità. Mentre il corpo come centro e come punto di sedimentazione delle affezioni è un corpo insaziabile e il movimento centrifugo a partire da esso non può lasciare spazio alle riverberazioni di coscienza. La totalità armonica del cosmo si riduce al tutto minore imprigionato nei condizionamenti di senso e negli imbarazzanti straripamenti del narcisismo dell’Io. Cosa possiamo chiedere ancora ad un corpo che non risulti l’ennesima proiezione erogena. Come è venuta ad imporsi viceversa la pulsione?

Teatro, fotografia, cinema, gli universi artistici della posa, del gestus, e della plasticità più disparata, sono i corresponsabili dell’omicidio costante del  reale corporeo, del caso, dell’esperienza radicale che allontana ogni fenomeno organico da qualsiasi schema mentale come da ogni comprensione.

Dove c’è corpo, c’è guerra.

E la guerra è un’appropriazione indebita. L’interpretazione è un abuso, e una violenza.

L’osceno allora non può risiedere nell’iconografia della pura meccanica del sesso ma piuttosto in una servitù del corpo alla funzione logica che sottende la specifica rappresentazione, ed ogni gesto, come ogni atteggiamento, pensato prima di venire assunto, è un sacrificio e una mortificazione, dell’impossibile che il corpo ancora trattiene e che potrà prima o poi tornare ad imporre.

Il corpo è un limite, ma non solo il limitare della percezione, il corpo è anche limite dell’impensato: solo affidando un corpo alla materia informe posso cominciare a interagire con Altri, a ipotizzare un’economia dello scambio, una relazione. Ma l’Altro assoluto non ha corpo, non può averlo e può risiedere soltanto nell’immaginazione, nell’interiorità, come una matrice, o una formante d’azione.

Il mio corpo è un luogo irriducibile e l’unico vero sconosciuto.

E il sistema scientifico poggia comunque su uno scarto temporale, arrivando sempre a giochi fatti.

Quale materia corporea intende edificare la critica contemporanea? Il corpo che danza nelle forme non può più corrispondere a quello dell’uomo vitruviano, almeno sin dalle agglomerazioni cubiste.

E a quale concetto di corpo fa riferimento, per esempio, un ricercatore di cellule staminali?

La musica, sul limitare dell’udibile, continua ad essere considerata un fenomeno etereo e transitorio pur essendosi tramutata in sensazione tattile e questo deve bastare a ridefinire i parametri del Corpo.

Il terzo numero di Crepuscoli Dottorali propone una possibile sede di riflessione condivisa sul tema della corporeità prendendo spunto da un’estensione del concetto di Corpo ad alcuni regimi di senso grossomodo limitrofi all’arte che si possono enumerare in un breve epilogo di riferimenti culturali:

  • Le arti dei volumi – quali architettura, scultura e design – nel confronto con l’incompiuto:

http://www.incompiutosiciliano.org/incompiuto-siciliano

  • La logica del movimento – sostanza del montaggio filmico e del fumetto – si nutre del vuoto:

http://www.marsilioeditori.it/autori/libro/3175705-estetica-del-vuoto

  • La cultura italiana, anima della falsa coscienza, si può solo incarnare nei residuati televisivi:

http://www.youtube.com/watch?v=XgnZe0p7Ttc

La Redazione

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