El hombre de al lado, di Mariano Cohn e Gastón Duprat, con Rafael Spregelburd e Daniel Aráoz, Rep. Argentina, 2010

Casa Curutchet (1948-1953) è l’unica architettura di Le Corbusier realizzata in territorio argentino, nello specifico a La Plata. Inessa i caratteri del periodo delle “ville bianche” – che va dalla metà degli anni Venti all’inizio dei Trenta – si uniscono a ricercatezze materiche proprie del comfort degli interni degli anni Cinquanta, decennio cui l’opera risale, essendo pressoché contemporanea dell’Unité marsigliese benché dal brutalismo e dal “comunitarismo” di questa fondamentalmente distante. Opera di committenza privata e altoborghese, in sintesi, che ben si è prestata alle scene del film di Mariano Cohn e Gastón Duprat, El hombre de al lado, premiato in numerose rassegne internazionali ma non distribuito, finora, nei cinema italiani.

Nella circostanza filmica, la dimora è residenza e studio di un designer di successo, Leonardo Kachanovsky, che vi vive insieme alla moglie e alla figlia adolescente. La tranquillità della famiglia è troncata dall’intervento di un intraprendente vicino, Victor Chubello, il quale avvia, nella sua propria casa, i lavori di apertura di una finestra sul cortile interno della villa dell’altro. È l’inizio di una vicenda di bugie, preghiere, tentativi di dissuasione e di richiesta di comprensione tra due mondi distanti e volutamente mantenuti tali dal muro che chiude lo spazio lecorbuseriano e lo separa da quello dei bisogni reali e umani. Benché si tratti di un progettista internazionalmente riconosciuto, Leonardo manifesta i tratti dell’inetto, incapace di farsi direttamente carico delle responsabilità insite in qualsiasi decisione, nonché di riconoscere nel vicino di casa una persona che si confronta con difficoltà quotidiane, alla conquista di un diritto, e non soltanto un uomo alquanto rozzo e ignorante delle ragioni dell’arte, quale Victor si presenta. Viceversa, questi esprime un’attitudine per un’arte povera e immediata, fatta di cibi non consumati e trasformati in arredi di un’immaginaria stanza-teatro, così da stabilire una comunicazione con la giovane ragazza, refrattaria alla cultura paterna.

Abitare un ambiente in cui la luce solare abbia accesso è una necessità primaria che contrasta con l’isolamento e la “ieraticità” dell’opera d’arte, per altro talmente luminosa da prevedere strutture di brise-soleil e sostanzialmente in armonia con la natura, ospitando al suo interno un albero già presente in quel luogo al momento del progetto, come pure era avvenuto nel paglione de L’Esprit Nouveau del 1925. Tuttavia, se gli stilemi del periodo purista di Le Corbusier diventano negli anni Cinquanta maniera, finalizzata soprattutto al compiacimento del committente, nel XXI secolo essi non possono che sottolineare ulteriormente l’estraneità al contesto sociale del “capolavoro” (come, nel film, una guida turistica definisce la casa del progettista franco-elevetico). Il caso di Victor e Leonardo – inizialmente comico, ma con una svolta tragica nel finale – mette in scena il rapporto che l’architettura contemporanea, della quale l’opera lecorbusieriana de La Plata si pone quale emblema storico, intrattiene con le esigenze basilari dell’abitare: la frattura tra architettura (arte) ed edilizia (la casa per tutti) si accentua tanto da far prevalere le ragioni della prima sui bisogni condivisi dall’intera umanità. Perciò, quanto Cohn e Duprat presentano è una riflessione sul senso del progettare oggi e sul ruolo dell’architetto all’interno della società: nell’età degli archistar che sia forse il caso di tornare a pensare alla “casa dell’uomo” per cercare di garantire ai più l’opportunità di abitare, inteso quale modalità di vivere dignitosamente e premessa per realizzare la propria natura di uomini?

Scheda tecnica

El hombre de al lado

Repubblica Argentina, 2010

Regia: Mariano Cohn e Gastón Duprat

Sceneggiatura: Andres Duprat; Musiche: Sergio Pangaro; Fotografia: Mariano Cohn e Gastón Duprat; Interpreti: Rafael Spregelburd, Daniel Aráoz, Eugenia Alonso, Inés Budassi.

Durata:  103’

Formato immagine: 16:9

Lingue e sottotitoli: Lingua spagnola (Dolby Digital; Stereo), sottotitoli in inglese (opzionali)

Extra: trailer; fotografie; sinopsi; scheda artistica; scheda tecnica; Casa Curutchet; biografie; locandina; disegni.

Distribuzione Home Video: Transeuropa

Miriam Panzeri

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.