Il Cinema Ritrovato, 24ª edizione, Bologna 26 giugno-3 luglio 2010

Dal 26 giugno al 3 luglio scorso, a Bologna, si è tenuta la XXIV edizione de Il Cinema Ritrovato.

Ci si potrà domandare perché parlarne oggi, a mesi di distanza. La ragione è semplice: la manifestazione organizzata dalla Cineteca del Comune di Bologna non è solo un evento transitorio (un festival, come si usa dire in gergo), ma è innanzitutto l’occasione per scoprire (o riscoprire) decine di pellicole che proprio a partire dalla proiezione bolognese trovano nuova luce, superando così ogni estemporaneità delle rassegne tradizionali.

L’anno 2010 sarà probabilmente ricordato come l’anno del “Primo Ford”: infatti, la retrospettiva più ricca – e certamente la più attesa dai cinefili accorsi – è stata quella dedicata al grande cineasta americano. Ventitré pellicole mute più alcune sonore, in un arco temporale che va dal 1917 (anno di Straight Shooting) al 1933 (stagione di uscita di Pilgrimage), che hanno permesso di considerare, in virtù delle rarità riproposte, un Ford capace di alternare a film di grande impianto e notorietà (basti citare il celebre ed epico The Iron Horse, 1924) una serie di titoli spesso etichettati come minori, ma rivelatori di un tocco in grado di suggestionare lo spettatore (e l’interprete più attento) con toni da commedia, da racconto romantico, da melodramma.

In questo senso, la visione (tra gli altri) di Bucking Broadway, 1917 (commedia drammatica realizzata da Ford nell’anno del suo esordio, riscoperta in Francia una decina di anni fa), di  By Indian Post, 1919 (due rulli di ironia e velocità), di Just Pals, 1920 (commedia bucolica che rappresenta il primo film del regista alla Fox Film Corporation), di Cameo Kirby, 1923 (melodramma non esente da toni griffithiani), permettono di ricostruire un percorso incidentato, esitante, ma non privo di autentiche perle, quale quello di uno dei più prolifici cineasti a cavallo tra muto e sonoro.

A nostro parere, a colpire maggiormente sono alcuni titoli decisamente atipici (almeno per l’idea che abitualmente si ha dell’universo fordiano) come Lightnin’, 1925 (tradotto con il suggestivo Rotaie intorno al mondo), una commedia che alterna sapientemente azione drammatica a momenti comici, e Riley the Cop, 1928 (Parigi che cuccagna), omaggio ad un grande (e misconosciuto) attore fordiano, J. Farrell MacDonald.

Da non dimenticare, l’importante restauro e proiezione di 3 Bad Men, 1926 e di Four Sons, 1928, titoli che albergano di diritto nel novero dei grandi film di Ford.

Come abitudine consolidata, accanto alla rassegna principale, il Cinema Ritrovato dedica spazio anche ad omaggi meno corposi, e pur tuttavia in grado di segnalarsi per la loro importanza. Per l’edizione 2010 è il caso dell’Omaggio a Stanley Donen (con la presenza fisica del regista americano in sala prima di ogni proiezione), che, oltre ai celebrati Singin’ in the Rain, 1952, e It’s Always Fair Weather, 1955, ha permesso di riscoprire Two for the Road, 1967, originale film interpretato da una delle attrici feticcio di Donen, Audrey Hepburn.

Senza dimenticare l’abituale sguardo retrospettivo che ogni edizione de Il Cinema Ritrovato compie sul cinema di cento anni prima (quest’anno è la volta del 1910), nonché la sezione dedicata ad Albert Cappellani, capace di presentare ben 24 film del regista girati tra il 1906 e il 1919.

Sparsi (ma non spersi) nell’ampio programma molti altri film cui il semplice elenco che segue vuole solo essere la testimonianza ulteriore dell’importanza della manifestazione: Metropolis, 1926, di Fritz Lang, Boudu sauvé des eaux, 1932, di Jean Renoir, Night and the City, 1950, di Jules Dassin, Picnic, 1955, di Joshua Logan, Jubal, 1956, di Delmer Daves, Acto da primavera, 1962, di Manoel de Oliveira, Heureux anniversaire, 1962, e Le grand amour, 1969, di Pierre Etaix, La 317ème Section, 1965, di Pierre Schoendoerffer, La campagne de Ciceron, 1990, di Jacques Devila.

Claudio Di Minno

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